L’ansia è un vissuto che tutt* sperimentiamo nel corso della vita. Spesso la proviamo in relazione ad un evento che temiamo per diversi motivi: è qualcosa di nuovo, è qualcosa che ci mette in contatto con un sentimento di inadeguatezza, è qualcosa che sentiamo oltre le nostre possibilità, è qualcosa che verrà valutato. È fisiologico sperimentare l’ansia, più o meno intensa, in questi casi.
Succede però che l’ansia può accompagnare le nostre giornate anche quando apparentemente non c’è nulla che la giustifichi e iniziamo a sentirla come “troppo presente”.
In questo caso possiamo parlare di ansia generalizzata, fino ad arruvare al Disturbo d’Ansia Generalizzato.
Cosa sperimenta chi soffre di ansia generalizzata?
una costante preoccupazione per il futuro
preoccupazione per le attuali condizioni di vita loro e delle persone a loro care
tensione e sintomi fisici
diminuzione delle funzioni psichiche di base quali concentrazione, attenzione e memoria
E’ chiaro quindi che la qualità di vita ne risulta compromessa, talvolta può essere difficoltoso portare a termine i diversi impegni di vita quotidiana o può interferire con l’attività lavorativa.
Questo è di solito il momento in cui si tende a cercare soluzioni rapide per non sentirla più e metterla in un angolino, perchè sembra essere l’unico modo per far sì che non interferisca con la nostra vita.
Nonostante però sia una compagna di viaggio fastidiosa l’ansia è anche una nostra grande alleata.
Non è qualcosa da “togliere” il più velocemente possibile. È qualcosa a cui domandare cosa vuole dirci e, in fondo, con cui allearci.
La possiamo considerare come la “punta dell’iceberg” da cui partire per esplorare la parte che rimane sommersa.
Considerare l’ansia come qualcosa da eliminare significa perdere un pezzo prezioso della psiche umana: la creatività, intesa come la capacità di far fronte ai problemi della vita in modo nuovo e inedito, nasce spesso proprio dalle preoccupazioni.
L’ansia non arriva mai per caso, ma ci segnala che qualcosa non sta andando nel verso giusto e ci avvisa che di quella cosa dovremmo occuparcene e prendercene cura. Più proviamo a mettere l’ansia da parte e più lei si farà sentire.
Proviamo a vederla come un’occasione preziosa. Un’occasione per dare valore a noi stessi e ai nostri bisogni. Una volta imparato a riconoscerla e a riconoscere le motivazioni profonde che la inducono, sapremo anche qualcosa in più sul nostro modo di funzionare e lo potremo usare non solo nella quotidianità, ma anche nelle svolte importanti della nostra vita.
La psicoterapia, o una consulenza psicologica più breve, può inserirsi prorpio in questo scenario e affiancare nell’esplorazione dell’iceberg oltre che a pensare, insieme al terapeuta, ad alcune strategie per tollerare meglio il vissuto ansioso.
È importante concedersi uno spazio protetto per dare voce all’ansia e impedirle così di gridare sempre più forte.