Il silenzio, in psicoterapia, è un elemento che compare spesso e che i/le pazienti sentono come imbarazzante.
Può comparire nelle prime sedute quando ancora la relazione paziente-terapeuta non è consolidata e non si sa esattamente cosa si ha il desiderio di dire e cosa tacere.
In realtà il silenzio è spesso un silenzio parlante in cui si esprime se stess* e le proprie emozioni senza la parola, ma svelando comunque una parte di sè attraverso l’enfasi del tacere.
Il silenzio è anche creativo. E’ necessario per rielaborare, assimilare, metabolizzare l’esperienza trasformativa della relazione terapeutica. E’ il tempo della relazione intima con sè, anche durante la seduta.
Il silenzio è il simbolo del posto sicuro che è la stanza di terapia. Un posto che, quando serve, non è necessario riempire di parole, ma può rimanere vuoto per un po’ senza che quel vuoto sia troppo spaventoso.
il silenzio è infine parte della relazione terapeutica. Paziente e terapeuta possono costruire insieme un dizionario comune che permetterà di decifrare il silenzio, in modo da ridare, così la parola.